venerdì 23 dicembre 2011

La lotta antifascista, la lotta di classe - il movimento delle donne. Femminismo a sud

Cosa accade. Il sedici dicembre, a seguito della strage di Firenze, compiuta da Gianluca Casseri, aderente a Casapound, razzista e neonazifascista, e nell'ottica di un'analisi della forma con cui è stata mediata e raccontata al grande pubblico l'associazione C.P.I.,  il collettivo Femminismo a sud, realizza una rassegna stampa in un post intitolato Chi ha sdoganato Casapound?.

Da questo momento si delinea, attraverso una serie di storture e interpretazioni inverosimili, uno scenario "fanta terroristico",  per cui una delle persone citate in quel post, citata tra gli altri e con tanto di link all'articolo rassegnato, peraltro già preso in esame nel 2009, accusa Femminismo a sud di aver compiuto contro la sua persona un atto ridicolo, irresponsabile e aggressivo, e cerca attenzione sui social network al grido di "vogliono menarmi" è "lista di proscrizione" coagulando attorno a se una clac tale da innescare il noto meccanismo della macchina del fango, per cui un post su un blog collettivo, un dossier informativo sulle responsabilità comunicative di destra e sinistra, riguardo ai fenomeni citati, diviene: "pietre o pallottole" (ma qui), sparate da improbabili ipotetici estremisti di sinistra contro di lei, a pochi giorni di distanza da ben altre pallottole, purtroppo reali, sparate da un vero terrorista, Gianluca Casseri appunto, contro Samb Modou e Diop Mor, deceduti, Moustapha Dieng, Sougu Mor e Mbenghe Cheike, feriti, che poi, come drammaturgia vuole, si suicida.
Avviene così la denigrazione pubblica, da parte di chi nello specifico sembra non aver nemmeno letto la rassegna stampa, di un gruppo di persone, donne e uomini, femministe e disertori del patriarcato, che lavora in difesa della libertà di tutt*, incessantemente e gratis, quale è Femminismo a sud, analizzando fenomeni sessisti, machisti, omofobi, neofascisti, producendo materiali informativi su cyberbullismo, sessualità, immaginario, politica, sanità e movimenti che mettono in pericolo la vita di donne, uomini e bambini, dei e delle migranti. Tutto ciò per evitare di fare autocritica, e scansando accuratamente ogni forma di dialogo con chi da anni lotta contro tutti gli autoritarismi, anche quelli contro gli animali. Denigrazione e volontario tentativo di affossamento di una fetta consistene del femminismo militante italiano, quindi, che lascia intravedere una questione fondamentale: la divisione di classe.
La divisione di classe e lo sdoganamento a sinistra dei movimenti di destra li racconta Loredana Lipperini nei post Occhi aperti, per favore e Punto di rottura, e commenti.
Era necessaria un'uscita personale che ha innescato un gioco al massacro? A che livello di elaborazione siamo e in che direzione si svolge lo scontro?
Sui "metodi interpretativi" e sull'incredibile rovesciamento di fuoco contro Femminsimo a sud è interessante anche la discussione sulla bacheca pubblica di SNOQ.


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2 commenti:

mark ha detto...

Ogni divisione porta all'insuccesso, dove la relatività dello stesso non vien considerata. Il mondo ha bisogno di vecchi concetti abbandonati, il tutto di cui facciamo parte deve esser in armonia.
Tanti Auguri.

Serbilla ha detto...

:) Tanti auguri anche a te, buone feste!

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