martedì 10 gennaio 2012

Sono come gli zombie: hanno un unico pensiero

Immagine tratta da The walking dead | fonte google

Rileggevo le storie che Loredana Lipperini sta postanto sul suo blog, poi ne leggevo altre trovate in rete, da giornali, blog, e riflettevo sulle mie personali esperienze, sia di vita che di confronto con alcuni esponenti del "movimento per la vita". Allora, sovrastata da questo dolore che sanno provocare, che sanno infliggerti queste persone, nel disprezzo della tua umanità, non ho potuto fare a meno di pensare che sono come gli zombie.
Se il vampiro rappresenta la seduzione - e molte altre cose -, lo zombie rappresenta solo la morte che infligge altra morte, divorandoti vivo, nient'altro. Lo sguardo assente, nessuna emozione. Nello zombie c'è un unico movimento, che è quello verso la morte, nessuna sensibilità, nessuna capacità di ragionare, nessuna compassione, nessun rispetto, niente di niente. Avete mai visto Dead SetThe walking dead? - per citare solo gli ultimi due prodotti sul tema. Certi "avvocati della vita senza condizioni", come amano definirsi, certi "protettori di angeli", certi "feti-cisti", questi "movimenti per la vita", hanno la stessa sensibilità degli zombie, mossi da un unico istinto, mangiare il prossimo, non guardano in faccia a niente e nessuno, le donne e le loro famiglie non esistono, devono morderti e ti infettano col loro senso di morte, perchè lo zombie è infetto, ha un morbo che tiene attiva una sola parte del cervello, quella che spinge una donna o un uomo o un gruppo su un'altra donna, che sia madre, figlia, sorella o sconosciuta, e gliela fa mordere coi giudizi assoluti, le condanne, con i mille ostacoli frapposti tra lei ed il possesso della propria salute e della propria vita - non importa che vita sia, non importa lei chi sia e quale sia la sua storia personale. 
Sono zombie quelli che credono di difendere la vita facendo tutto questo alle donne.

Storie di vita e di amore, per se e per gli altri:
STORIA DI VIOLA;
STORIA DI ROBERTA;
STORIA DI MANUELA;
STORIE DI VITA E DI MORTE ;
STORIA DI SILVANA;
STORIA DI VALENTINA;
LA STORIA DI MARIA;
IL DIRITTO ALL’INGENUITA’: TESTIMONIANZA;
PICCOLE STORIE IGNOBILI

2 commenti:

mark ha detto...

In tema mi sono già espresso mille volte, e mille volte disprezzo quest'essere identificato in natura come uomo.

Serbilla ha detto...

:)
Ci sono anche gli umani e le umane che guardano agli altri umani e altre umane con umanità!
Certe volte il dolore e la rabbia prendono.

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