mercoledì 29 agosto 2012

Le cinquanta sfumature di Sasha Gray

Sasha Grey by Richard Kern
C’ho riso su un bel po’, ma so che ad alcuni non piacerà. Non piacerà per esempio agli integerrimi militanti che inveivano contro le Pussy Riot. Quelli che delegittimavano le lotte femministe, perché le performance orgiastiche di quelle donne inquinavano il campo, la fica non ci sta bene colla lotta.
Non piacerà a molti di quelli che seguono il porno mainstream, perché quello è fortemente reazionario, e certe cose da estremisti di sinistra non si possono sentire, manco che una che fa porno sappia leggere.
Non piacerà ai misogini e ai sessuofobi, ma a quelli non piace niente a parte i feti e le ragazzine morte.
Sasha Gray, l’ex pornostar statunitense ha firmato la sua lettera di addio al porno con le parole Lotta Continua. Lo apprendiamo da quest’intervista rilasciata a Panorama. La star mondiale del sesso estremo, delle scene BDSM, è una femminista, non si vergogna di niente (e che vergogna c’è? Non è mica andata a rubare!) e sa chi è Adriano Sofri. Ma va!
A me neanche piace il suo modo di fare porno, ma mentre il mondo si affanna a cercare l’erotismo in un libretto di bassa qualità, e ancora si parla delle donne che hanno causato lo scioglimento di Lotta Continua e dei Beatles, le vere sfumature di grigio sono tutte qui.
Potta Continua*
*la maternità di questo motto è di Lafra però!

Da fas

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